Le Baleari sono una meta nautica molto amata, ma Ibiza offre assai più dei suoi locali famosi. Accanto alla vita notturna trovi acqua trasparente, cale rocciose, spiagge di sabbia e testimonianze storiche. In una settimana puoi circumnavigare Ibiza e raggiungere la vicina Formentera, purché meteo ed esperienza dell'equipaggio rendano realistico il giro completo.

Perché scegliere Ibiza

Molti visitatori arrivano per le feste, mentre chi naviga scopre coste e soste molto diverse tra loro. Una parte della città di Ibiza, alcuni siti archeologici e aree naturali marine formano insieme il sito UNESCO “Ibiza, biodiversità e cultura”: non è l'intera isola a essere un unico monumento UNESCO.

Le cale sono vicine, ma ciascuna va valutata in base a vento, onda e tutela del fondale. La Posidonia oceanica non è un'alga né un'erbaccia: è una pianta marina protetta che forma praterie sommerse, stabilizza i sedimenti, immagazzina carbonio e contribuisce alla limpidezza dell'acqua. È vietato ancorare sulla Posidonia. Dal 1° giugno 2026 venti imbarcazioni di controllo supportano la sorveglianza nelle Baleari. Consulta la cartografia ufficiale e usa le boe autorizzate.

Ogni zona ha un carattere diverso. A ovest e sud-ovest si susseguono cale celebri e beach club; il nord è più roccioso e tranquillo, l'est ospita località adatte alle famiglie e il sud spiagge lunghe e dune. Formentera invita a muoversi in bicicletta tra saline e paesaggi pianeggianti. Dal mare osserva Es Vedrà a distanza prudente, prestando attenzione a scogli e bassifondi circostanti.

Musica dal vivo, cucina locale e mercati possono far parte del viaggio, ma per la navigazione del mattino seguente servono uno skipper sobrio e un equipaggio riposato.

Condizioni di navigazione

Ibiza gode di molto sole, ma il frequente slogan dei “300 giorni” non garantisce il tempo della tua settimana. Direzione e intensità del vento cambiano: non dare per scontata una brezza da sud-ovest né un giro in senso orario. Decidi la rotta usando le previsioni AEMET e gli avvisi locali.

Una costa ripida non significa che la navigazione sia semplice o che l'acqua sia profonda ovunque. Vicino a Es Vedrà si trova lo scoglio La Bota; tra Ibiza, Espalmador e Formentera, con vento forte, si formano onde corte e ripide. Naviga su carte aggiornate, mantieni un buon margine sotto la chiglia e non avvicinarti alla costa basandoti soltanto sulle fotografie.

L'arcipelago offre marine, porti, ancoraggi e campi boe regolamentati. Nelle riserve vigono restrizioni e la Posidonia cresce anche fuori dalle zone protette più evidenti. In estate prenota per tempo e considera che le tariffe cambiano. Usa esclusivamente il sito di PortsIB o quello ufficiale della marina.

Prima della partenza salva numeri di emergenza, canali VHF dei porti e contatti dei campi boe. Controlla carburante, acqua, ancora, tender e fanali. In una baia affollata assegna a qualcuno il compito di sorvegliare bagnanti e piccole unità; di notte accendi il prescritto fanale di fonda. Ogni piano giornaliero deve avere un'alternativa sicura.

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Itinerario consigliato di 7 giorni

Il giro di Ibiza con Formentera misura circa 110 miglia nautiche distribuite su sei giornate complete di navigazione. Le tappe sono di circa 10–25 miglia, ma per ciascuna servono un porto alternativo, un margine di tempo e la disponibilità ad accorciare il programma.

Ogni giorno mostra un volto diverso dell'isola, dal capoluogo fortificato al nord roccioso.

  1. Giorno 1, sabato: check-in in una marina di Ibiza
  2. Giorno 2, domenica: Ibiza–Sa Caixota–Cala d'Hort o Cala Tarida, 17–21 miglia nautiche
  3. Giorno 3, lunedì: Cala d'Hort–Sant Antoni de Portmany, 12–14 miglia nautiche
  4. Giorno 4, martedì: Sant Antoni–Ses Balandres–Cala Xarraca o Portinatx, 17 miglia nautiche
  5. Giorno 5, mercoledì: Portinatx–Santa Eulària o Cala Llonga, 21 miglia nautiche
  6. Giorno 6, giovedì: Cala Llonga–Formentera, 15–30 miglia nautiche
  7. Giorno 7, venerdì: Formentera o La Savina–marina di Ibiza, 13 miglia nautiche

Trovi una mappa approssimativa su Google Maps.

Giorno 1 — Città di Ibiza

L'avventura inizia a Eivissa, nome catalano del capoluogo. Sant Antoni, a nord-ovest, è una base alternativa. Se vuoi un avvio comodo tra ristoranti, cultura e negozi, scegli il Port d'Ibiza, vicino al centro.

Dalt Vila e Almudaina

La cittadella fortificata di Dalt Vila è il cuore storico. Le strade in pietra attraversano varie porte e salgono verso la cattedrale e i belvedere. Nel porto di La Marina ormeggiano grandi yacht, mentre la vicina Sa Penya è un intreccio di vicoli e botteghe. Insieme raccontano il contrasto tra storia, vita locale e lusso.

Dalt Vila di notte

In centro molti ristoranti si rivolgono soprattutto ai turisti: controlla menu e prezzi prima di ordinare. Il Pacha è un locale noto nella zona di Talamanca, ma chiudi la serata per tempo; la prima tappa richiede concentrazione.

Giorno 2 — Ibiza–Es Bol Nou o Sa Caixota–Cala d'Hort, 17 miglia nautiche

La prima giornata segue la costa verso ovest passando davanti a numerose cale. Non cercare di vederle tutte: scegli in base a meteo, affollamento e condizioni dell'equipaggio.

Dopo circa 10 miglia incontri Sa Caleta, insediamento fenicio incluso nel sito UNESCO. Le rovine delle abitazioni e le scogliere rosse offrono una piacevole escursione a terra. L'ancoraggio davanti a Es Bol Nou è protetto solo con alcuni venti. Prima di calare l'ancora consulta la mappa ufficiale della Posidonia e individua un tratto di sabbia ben visibile.

Es Bol Nou

Un'alternativa è Sa Caixota, anch'essa incorniciata da roccia rossa. Può riparare dai venti settentrionali e orientali, ma onda, fondale e tenuta dell'ancora vanno verificati sul posto. Raggiungi il ristorante in tender senza attraversare la zona riservata ai bagnanti.

La sosta finale davanti a Cala d'Hort regala la vista di Es Vedrà. Lo scoglio è alto circa 382 metri, non 400. La baia è molto frequentata: se manca spazio per ancorare in sicurezza, prosegui verso l'alternativa stabilita.

Cala d'Hort

In stagione, bagnanti e tender attraversano continuamente la baia. Cala l'ancora solo sulla sabbia, con calumo adeguato e spazio sufficiente per ruotare. La vecchia indicazione di 10–12 metri non è una regola universale. Goditi il tramonto da un pozzetto ormeggiato in sicurezza.

Giorno 3 — Cala d'Hort–Cala Tarida o Cala Bassa–Sant Antoni, 12–15 miglia nautiche

Dopo una mattina tranquilla, la rotta attraversa le cale occidentali verso l'animata Sant Antoni. Se cerchi silenzio, valuta un ancoraggio esterno alla città.

A Cala Tarida puoi fare provviste e mangiare a terra. Spegni il motore del tender nella zona balneare e usa i corridoi di atterraggio dove richiesto.

Cala Tarida

Cala Escondida non è più davvero nascosta, ma con il vento giusto può sostituire la più affollata Cala Bassa. Avvicinati con cautela al piccolo arenile e al fondo sabbioso, mantenendo le distanze dai bagnanti.

Cala Escondida

Circa due miglia più avanti, Cala Bassa è facilmente raggiungibile anche via terra e quindi spesso piena. Prima di restare per la notte controlla vento, onda e restrizioni: una serata calma non garantisce un risveglio sicuro.

Cala Bassa

La baia di Sant Antoni de Portmany ospita un grande porto e più marine. D'estate è particolarmente importante prenotare. Dal porto una passeggiata costeggia spiagge e ristoranti.

Dove pernottare

Il porto di Sant Antoni è pratico per acqua, carburante e provviste, anche se l'atmosfera urbana non piace a tutti. Lascia tempo per la manovra e conferma canale VHF e posto assegnato.

Al posto della marina puoi considerare Port d'es Torrent o la più remota Ses Balandres, ma solo se offrono riparo con il vento previsto. La gratuità non rende un ancoraggio automaticamente più sicuro.

Giorno 4 — Sant Antoni–Ses Balandres–Portinatx, 17 miglia nautiche

La costa settentrionale è più rocciosa e meno costruita, ma offre anche meno rifugi e approdi a terra più difficili.

Ses Balandres è una buona sosta con mare tranquillo. Il ripido sentiero sulla falesia non è per tutti: servono scarpe chiuse e acqua. Altre possibilità sono Cala Sant Miquel, Caló d'Es Porcs, Cala Xarraca e Portinatx. La protezione dipende dalla direzione del vento; prendi una boa solo dopo averne verificato numero e prenotazione.

Cala Xarraca

Cala Portinatx ripara da molte direzioni, ma è aperta a nord e in parte a nord-ovest. Usa una boa regolare oppure ancora su una chiazza di sabbia chiaramente identificata. Prima di sbarcare in tender controlla i limiti della zona balneare.

Giorno 5 — Portinatx–Santa Eulària des Riu o Cala Llonga, 16–18 miglia nautiche

Lungo le coste nord ed est trovi insenature rocciose circondate da pini. Tra una barca da escursione e l'altra possono essere quiete, ma il traffico cresce rapidamente.

Punta Grossa è adatta a un bagno soltanto con mare calmo. Tuffarsi dalle rocce è rischioso per profondità variabile e ostacoli invisibili, quindi non è un'attività consigliata.

Puoi passare la notte nella marina di Santa Eulària oppure a Cala Llonga. I posti in marina sono limitati: contattala in anticipo. Santa Eulària des Riu è più tranquilla del capoluogo e offre ristoranti e negozi.

La spiaggia digrada dolcemente e ha servizi per le famiglie, ma resta indispensabile sorvegliare i bambini e rispettare la segnaletica balneare.

Quando prenoti la marina chiedi una conferma scritta del prezzo: la tariffa dipende da lunghezza e larghezza della barca, stagione e posto. A Santa Eulària puoi passeggiare sul lungomare s'Alamera, visitare il mercato e cenare fuori; verifica in anticipo i giorni di mercato.

Cala Llonga è più aperta a est, sud-est e nord-est. È attraversata dai traghetti: non ancorare nella loro rotta né subito a dritta dell'ingresso.

Giorno 6 — Cala Llonga o Santa Eulària–Formentera, 15–30 miglia nautiche

Formentera offre spiagge chiare, piccoli centri e acqua limpida. Le dimensioni ridotte non rendono facile la navigazione: passaggi, bassifondi e traffico dei traghetti richiedono attenzione.

Secondo il meteo puoi circumnavigare l'isola, dirigerti subito a La Savina oppure passare tra Ibiza ed Espalmador. La via più corta non è sempre la più sicura. In alternativa lascia lo yacht in marina ed esplora l'isola in bicicletta.

La produzione del sale è stata importante per secoli; a fine estate alcune vasche di Ses Salines possono assumere tonalità rosa. Il Parco naturale di Ses Salines de Ibiza y Formentera tutela preziosi habitat terrestri e marini. Le praterie di Posidonia sono antichissime, ma l'affermazione secondo cui costituirebbero un singolo organismo di oltre centomila anni resta un'ipotesi scientifica.

A terra, itinerari ufficiali conducono a fari, vigneti, belvedere e grotte. Caldo, poca ombra e disponibilità limitata d'acqua richiedono buon senso. Trovi altre idee nella guida Formentera Green Routes.

Dove pernottare

La Savina è il porto principale e un'ottima base per la bicicletta. Posto barca, acqua ed elettricità hanno prezzi variabili: confermali al momento della prenotazione.

Un'alternativa è il nord di Formentera, davanti alla spiaggia di Tramontana. Ancora sulla sabbia ed evita la zona balneare. Il sito è esposto a più venti, da sud-ovest passando per nord fino a nord-est.

A sud puoi valutare la baia davanti a Torrent de s'Alga. È riparata con vento settentrionale, ma l'ingresso è basso. A terra vedrai tradizionali ricoveri per barche e strutture dove si essicca il pesce usato nell'ensalada pagesa. Non portare via nulla e non entrare in proprietà private.

Giorno 7 — Formentera–Badia de s'Alga–Città di Ibiza, 13 miglia nautiche

Non serve affrettare il rientro, ma stabilisci un orario ultimo di partenza per avere tempo di fare carburante e riconsegnare la barca.

A Ses Illetes puoi ancorare solo fuori dalla Posidonia e nel rispetto delle regole del parco. A Badia de s'Alga, sull'isola di Espalmador, in alta stagione vanno usate le boe regolamentate: non calare l'ancora. L'assenza di bar e collegamenti stradali regala quiete, ma richiede acqua propria e un piano d'emergenza.

Playa de ses Illetes

Il giro di Ibiza e Formentera unisce acqua turchese, spiagge, cucina, storia e cale tranquille. I ricordi migliori nascono quando l'itinerario resta flessibile e la sicurezza e la tutela della Posidonia contano più della tabella di marcia.

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Aggiornamento editoriale e fonti

Informazioni verificate il 22 luglio 2026. Verificati sito UNESCO, aree protette, cartografia della Posidonia, sorveglianza 2026 e prenotazioni portuali attraverso fonti pubbliche ufficiali.